Fashion Revolution - Orsola De Castro

Who made my clothes?

It’s time to use your voice and your power to transform the fashion industry into a force for good.

It’s time for a
Fashion Revolution.

http://fashionrevolution.org/

Fashion revolution
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Orsola De Castro nel 2013, 

è co-fondatrice di Fashion Revolution, un enorme progetto di concreta sensibilizzazione a livello mondiale sulla sostenibilità, sull’etica e sulla qualità nel mondo della moda. 

Tanta esperienza e tanta passione fin dal 1997, dalla nascita del suo eco-brand “From Somewhere” alla direzione di Estethica, dalla eco-zone della 

London Fashion Week, all’invenzione dell’upcycling e all’eco-glamour. 

Come si è evoluta l’eco-fashion negli ultimi anni dal tuo speciale punto di vista? 

Coloraci col tuo percorso ... 

In primo luogo, credo che sia importante sottolineare che il mio viaggio è quello di designer e non ho mai perso il contatto con l’idea che un designer sia un risolutore di problemi, e non un creatore. 

Con From Somewhere, la mia etichetta dal 1997 al 2014, l’esigenza è stata, non solo un modo per diminuire rifiuti tessili, ma il riutilizzo di ciò che viene scartato come primo obiettivo. 

Per cominciare è stato un viaggio poetico intriso della mia storia personale, e ho iniziato con quello che era stato abbandonato, rivisitandolo in una nuova vita e sentendolo come una sfida creativa. 

Mi è piaciuto usare quello che trovavo, mi piaceva trasformarlo da rifiuto a qualcosa di bello, mi è piaciuto aver avuto il potere di trasformare le cose da obsolete a nuovamente attuali, mi è piaciuto far diventare l’indesiderato, desiderabile. 

E’ stato lungo il percorso in cui mi sono resa conto di avere la chiave per risolvere la sfida ambientale, quando ho visto con mano quanto viene scartato dal consumatore e dall’industria della moda e del tessile. Sono venuta a conoscenza del problema, e a quel punto mi sono sempre più interessata a offrire le mie idee per diventare parte della soluzione. 

Quando ho iniziato nel 1997, e ancora per parecchi anni dopo, la moda ecologica o moda sostenibile, non facevano parte del linguaggio del fashion. 

Non c’era un mercato per questo, c’era poca comprensione di ciò che sarebbe potuto diventare. Tutto è cambiato intorno al 2005. 

Da allora, l’impatto della Fast Fashion e della produzione di massa di beni di lusso è diventato un problema, siamo divenuti consapevoli che lo sfruttamento della manodopera e l’inquinamento sono direttamente legati al settore della moda, e sempre più persone hanno cominciato a farsi domande. 

Estethica, l’area moda sostenibile alla London Fashion Week che ho co-fondato con il mio partner, Filippo Ricci e Anna Orsini del British Fashion Council nel 2006, è stata un modo per inserire il tema fra le tendenze dominanti, per fornire uno spazio per altri designer che avessero sviluppato soluzioni per affrontare i problemi sociali e ambientali. 

Questo articolo appare per esteso nel numero corrente di Lazagne art magazine 12 . Clicca qui per ordinare il nuovo numero.

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