In Dante Veritas. l'Inferno di Vasily Klyukin sbarca a Venezia

05/06/2019

Lazagne art magazine è lieta di annunciare la sua collaborazione come Media Partner con "In Dante Veritas" mostra dell'artista e designer visionario russo VASILY KLYUKIN curata da Paola Gribaudo e organizzata col patrocinio dello State Russian Museum di San Pietroburgo - che ospita la più grande collezione di arte russa al mondo - e del Comune di Venezia, presso i suggestivi spazi dell'Arsenale Nord - Tesa 94.

 

Dal 8 maggio al 26 novembre all'Arsenale di Venezia (ingresso gratuito i primi dieci giorni di apertura, grazie allo sponsor Cappasity) sarà possibile entrare nel mondo di Vasily, ripercorrendo la sua interpretazione della Divina Commedia di Dante Alighieri. Vasily, ci accompagna come Virgilio, attraverso lo stupore delle sue opere, sound, video mapping e luci, all'inferno Dantesco.

 

Nucleo della mostra, 32 grandi sculture in acciaio che raccontano, come un terribile ammonimento, l'Inferno che l'uomo può decidere di fare della propria vita e del mondo, se non si ravvede in tempo:

22 opere rappresentano i vizi e i peccati umani - come Gola, Lussuria, Ipocrisia -

4 invece sono i Cavalieri dell'Apocalisse, maestosi nei loro 3,5 metri di altezza.

Tra le altre opere troviamo poi una maschera mortuaria di Dante, e le sculture rappresentanti Beatrice e una grande Tigre,

come unione di delicatezza e forza.

 

Non si tratta di una semplice trasposizione artistica dell'opera poetica di Dante, ma di una riflessione critica sui nostri tempi, le loro grandi problematiche e paure. Significativi in tal senso sono i nomi con cui Klyukin chiama i cavalieri dell'Apocalisse di oggi: Disinformazione, Sovrapopolazione, Sfruttamento incontrollato delle risorse, e Inquinamento Ambientale.

Un discorso estremamente attuale, per noi che viviamo l'epoca delle fake news, delle grandi migrazioni e dei cambiamenti climatici, con l'incertezza che tutto questo comporta.

 

Le opere mostrano l'Inferno, tuttavia il male è esposto come un richiamo alla responsabilità, un'esortazione al cambiamento e alla riflessione, sia sulla propria vita personale che sulle conseguenze che il comportamento di ciascuno può causare nel destino del mondo.

La speranza non è mai eliminata:

Klyukin mostra vizi, peccati e debolezze perché è necessario guardare il nemico negli occhi per poterlo affrontare e sconfiggere.

 

Le 32 sculture in acciaio sono definite da Klyukin "Live Sculptures", perché realizzate attraverso una particolare tecnica ad incastro di lastre di acciaio che non richiede nessun elemento aggiuntivo per l'assemblaggio, e conferisce alla scultura un senso di tridimensionalità e grande mobilità che ricorda il movimento delle pagine di un libro, permettendo inoltre di scomporre e ricomporre le figure.

 

La mostra è un percorso immersivo e multisensoriale, in cui i visitatori sono chiamati a una partecipazione attiva, confrontandosi con le opere a partire dalla propria esperienza, come nel caso della scultura "Betrayal" (Tradimento), dove il pubblico è invitato a scrivere le iniziali di coloro che in passato hanno tradito la loro fiducia.

 

Nelle parole di Klyukin, "l'apocalisse moderna non è una pestilenza, la guerra o la morte - bensì la sovrapopolazione, lo sfruttamento incontrollato, la disinformazione, l'inquinamento.

La mostra è una "esperienza dell'inferno", che vuole essere un tentativo di risposta alle domande: cos'è l'aldilà?
come 
siamo veramente?

per cosa potremmo essere all'inferno, e possiamo cambiare?".

 

Dopo l'Arsenale di Venezia, "In Dante Veritas" sarà esposta negli Stati Uniti, a New York e Miami.

 

sito web: http://indante.com/index/italy.html

 

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